mercoledì, 16 dicembre 2009

Scritto da: Phalaina alle ore 16:52 | link | commenti | categoria:
sabato, 12 dicembre 2009

 

Tratto da: Il sacro artefice vel Mitologie degli artigiani medievali – Paolo Galloni (uno storico davvero incredibile)

 

Teoria delle reti e degli intrecci

"È azzardato affermare che le roventi viscere del serpente-drago possano in alcuni casi evocare la fucina, il lavoro di tempratura e di fusione? Nel caso in cui si accetti l’ipotesi di lavoro affermativa occorre fare uno sforzo per sfuggire alla semplificazione, al raffreddamento razionalistico di una materia che invece ribolle, in cui ogni interpretazione genera nuove complicazioni. Rivolgo al lettore un invito: considerare la conoscenza in primo luogo come esperienza della complessità, esperienza dell’irriducibilità delle culture e delle coscienze rispetto alle equazioni unificatrici.

La complessità da cui non si può e assolutamente non si deve sfuggire è innanzitutto quella che concerne il funzionamento delle reti di connessioni e dei sistemi di traduzione del significato di un

oggetto culturale a seconda del suo (variabile) posizionamento nella predetta rete. Le informazioni sono soggette a trasferimenti da un sistema-società a un altro, in senso sia sincronico-spaziale (da un luogo a un altro in un dato momento storico) che diacronico-temporale (da un’epoca a un’altra all’interno dello stesso sistema); ma i trasferimenti interni a uno stesso sistema culturale in una certa fase da un ambito di sapere a un secondo sono altrettanto rilevanti.” Abbiamo così il costante riposizionamento di informazioni provenienti dal proprio e dall’altrui passato (esemplari le ricette greche in Mappae Clavicula) insieme agli scambi di dati e alle compenetrazioni tra gli ambiti della narrativa orale, della medicina, delle arti meccaniche, per limitarsi solo a qualche nome.

A ciò si aggiunge un terzo intreccio che coinvolge quelle che Marshall Sahlins ha definito «strutture prescrittive» e «strutture performative» a seconda del loro grado di apertura alla storia e al cambiamento. «Gli ordini performativi tendono ad assimilarsi alle circostanze contingenti; quelli prescrittivi, invece, assimilano le circostanze a se stessi, attraverso una sorta di negazione del loro carattere contingente […]. Da ciò deriva anche che in ogni società esisteranno certi luoghi strategici dell’azione storica, zone calde dal punto di vista événementiel, e altri che invece risulteranno relativamente chiusi». Ciò che voglio sostenere è che qualsiasi informazione o oggetto culturale partecipa di volta in volta di un diverso grado di apertura alla storia, di prescrittività o di performatività, in relazione al variabile luogo di posizionamento nella rete di connessioni che ne precede la decodifica e la lettura da parte degli attori culturali…”

 

 

 

Per me un testo formativo.

 

 

 

 

 

Scritto da: Phalaina alle ore 18:31 | link | commenti | categoria:
venerdì, 11 dicembre 2009
Ho conosciuto donne splendenti oggi.
Presentatemi da un'altrettanto splendente donna.
Che dire? Nonostante tutto si procede bene. L'azione pare avere effetto ed attorno a me si stanno raccogliendo anime affascinanti e coscienti. Non so quanto riusciremo a smuovere, ma ci stiamo provando. Stiamo tentando di cambiare le carte in tavola, di bruciare via questo maleodorante mondo vecchio e sporco. E la cosa più incredibile è che della mia piccola esistenza non me ne frega più niente.
Agisco per il collettivo. Per il bene comune.


Scritto da: Phalaina alle ore 19:23 | link | commenti (2) | categoria:
giovedì, 10 dicembre 2009

La falsa competenza crea mostri convinti di molto con davvero poco in testa.

Il falso competente giudica il mondo senza mai aver messo il naso fuori dalla tana e si autoproclama centro dell’universo perché, nel grigiore della solitudine, guarda con terrore la Differenza delll’Altro.

Si aggira furtivo, inconsitente e testardo, subendo la vita con esperienze di seconda, terza, quarta mano. Che inevitabilmente spaccia per proprie.

Crede solo a ciò che vuole, forte e fiero del proprio paraocchi.

Non vuole afferrare l’ ἀρχή delle cose perché, rifiutando l’oggettività di alcuni fatti, può permettersi una vita priva di responsabilità.  Fermandosi alla superficie del fenomeno, non ha coraggio a procedere oltre ai propri limiti. Anzi li esalta, a metà strada tra vittimismo ed egotismo, per farne un assoluto che rafforzi i propri preconcetti.  Per darsi ragione e senso procede così, come in un circolo vizioso, in un mondo che è unicamente autoreferenziato.

Patologico.

Scritto da: Phalaina alle ore 14:48 | link | commenti (2) | categoria:
mercoledì, 09 dicembre 2009

Ai tempi del liceo io e S. suonavamo insieme.

Ci ritrovavamo nella sua soffitta e lassù le ore volavano; ascoltavamo di tutto, dai 33 giri storici, alla musica classica. Dal jazz agli orrori pop degli anni ’90. Tutto senza pregiudizi, con una voracità tipicamente adolescenziale.

E poi tentavamo di riprodurre quello che ci aveva colpito di più, cercando di trasmettergli un’impronta che fosse nostra.

I mezzi di cui disponevamo erano ovviamente improvvisati: strumentazione praticamente assente, o “inventata” sul momento.

La mia prima chitarra mi era costata 50.000 L : i risparmi di due anni. Un cassone orrendo, impossibile da accordare. Passato di mano in mano per generazioni di squattrinati aspiranti Hendrix.

Iniziai da subito a suonarla come fosse un basso. Così d’istinto percuotevo le corde con due dita.

A tutt’oggi non sono in grado di usare un plettro.

S. aveva inziato a scrivere musica sua. Così d’istinto anche lei:  canzoni intense, alcune in friulano, altre in italiano, altre ancora in inglese.  
S. è dannatamente brava. Ma non si prende troppo sul serio. Non le interessa. Ha inciso un paio di album, ma non rincorre niente.
Ora si appresta  a tirare fuori il terzo e mi ha chiesto se suonerò per l
ei come turnista.
Dopo dieci anni di nuovo insieme.
Lo considero un onore.

 

Scritto da: Phalaina alle ore 12:35 | link | commenti (2) | categoria: musica
venerdì, 04 dicembre 2009
Giornata particolare ieri.
Un curioso incrocio tra passato, presente e futuro.
Sono rientrata da Trento stanca, ma felice. Forse ciò che abbiamo fatto ieri non servirà a nulla, ma almeno ci abbiamo provato.
Un tentativo di non scomparire come categoria professionale, di essere riconosciuti e pagati come si conviene. Un  passo deciso verso ciò che vorremo essere.
Alla sera poi ho ricevuto una telefonata.
Era la mia vecchia compagna di scorribande siriane, la mia socia di disavventure mediorientali.
Ormai ci sentiamo di rado. Lei, più vecchia di me, ha continuato la carriera accademica. Ora, a 35 anni, nonostante le eccellenti qualità (l'unica persona che conosco ad avere vinto un dottorato per meriti effettivi, senza spintarelle di sorta.), si ritrova senza un contratto e senza un lavoro.
Con un curriculum che viene regolarmente respinto perchè "troppo qualificato".
Mi ha sconfortato.
Perchè, intimamente, ho sempre creduto che il talento riuscisse comunque ad emergere, nonostante tutto, anche in mezzo alla melma.
E invece...

Sto facendo quello che faccio anche per lei.






Scritto da: Phalaina alle ore 18:22 | link | commenti (2) | categoria:
mercoledì, 02 dicembre 2009
"The new radicals" è stato il mio miglior acquisto amsterdarino.
Se ne stava lì, in un mucchio di vecchi libri in svendita fuori dalla Facoltà di Scienze Politiche della città. Vendevano vecchi tomi per far spazio a nuovi acquisti.
Per un euro ho portato a casa, con gli occhi che brillavano, un saggio eccezionale. Un tesoro.
E' una prima edizione, data di pubblicazione 1966. Luogo: Berkeley, California.
Un resoconto intelligente della situazione socio politica degli States durante i gloriosi giorni delle lotte per i diritti civili, delle rivolte studentesche, dei movimenti intellettuali per creare una società più giusta, più equa, più a misura d'uomo.
Ed ora, visto che il lavoro langue (e la cosa non mi dispiace affatto), me lo godo fino all'ultima pagina.



Meglio dell'afghan polm (visto che ormai praticamente non fumo più).

Scritto da: Phalaina alle ore 01:09 | link | commenti (4) | categoria:
martedì, 01 dicembre 2009
Ho appena scoperto che Henry David Thoreau, uno tra i miei autori preferiti, è stato fonte di ispirazione per Gandhi.
Avrebbe dovuto essere un passaggio logico ovvio, ma ci sono arrivata solo ora.


Scritto da: Phalaina alle ore 11:50 | link | commenti (4) | categoria:
lunedì, 30 novembre 2009
"Controstoria dell'Unità d'Italia" è forse, a parer mio (di storico di mestiere) l'unico libro decente di storia patria pubblicato negli ultimi 20anni (eccezion fatta per l'opere del grandissimo Del Boca, cui unico grande difetto è stato sostenere quell'aborto politico chiamato PD...ma questa è un'altra storia).
Il resto arranca nel già detto e nel già sentito, spesso proposto con un evidente ribaltamento delle fonti e dei fatti.
Revisionisti di destra o di sinistra, tutti a riempire pagine e pagine da bravi prezzolati del potere.
A svendere propaganda mascherata da storia.
Ma del resto, per comprendere perchè siamo il Terzo Mondo d'Europa, basta leggersi un buon Cracco o un buon Mereu. Tutta roba pubblicata negli orrendi anni sessanta-settanta da democristiani illuminati.
Curioso che proprio io mi ritrovi a condividere lo stesso pensiero con dei vecchissimi moderati cattolici di centro.
Del resto l'intelligenza non ha colore politico.


Scritto da: Phalaina alle ore 18:13 | link | commenti (2) | categoria: estinzione
venerdì, 27 novembre 2009
Un click non costa niente

www.petizionionline.it/petizione/campagna-nazionale-salva-lacqua-il-governo-privatizza-l-acqua-/133
Scritto da: Phalaina alle ore 11:58 | link | commenti | categoria:


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